il Macabro Mistero del pifferaio magico đź’€

Il “pifferaio magico” (o meglio “il pifferaio di Hamelin“) è una delle fiabe classiche più conosciute in tutto il mondo. 
La versione originale della fiaba del 1812, non prevedeva il lieto fine e i bambini venivano portati in una caverna nella quale venivano chiusi per sempre. Solo un bambino, zoppo, riusciva a salvarsi dal rapimento, perché non in grado di tenere il passo degli altri.

L’iscrizione affissa nel muro di una casa della città di Hamelin, risalente al 1600 circa, recita:

Anno 1284, nel giorno di San Giovanni e Paolo, il 26 giugno – un pifferaio con abiti variopinti adescò 130 bambini nati ad Hameln che furono persi al calvario del Koppen

Sono state fatte diverse ipotesi, sull’accaduto, le principali che sono state classicamente prese in considerazione sono 3:

  • I bambini furono portati a morire in montagna per evitare il contagio di tutta la popolazione con la malattia della “Corea di Sydenham”, anche detta “Il ballo di San Vito”, di cui si trovano riferimenti ne la “Cronaca di Erfurt” del 1237 e la “Cronaca di Maastricht” del 1278.
  • I bambini furono costretti a lasciare la cittĂ  per una nuova Crociata dei Fanciulli o per una campagna militare. La crociata dei fanciulli è stata oggetto di ampio dibattito e sembra che sia frutto di un’interpretazione errata della parola latina “Puer” che è confondibile con la parola “Pauper”, che significa povero. Possibile invece la campagna militare, che invece era molto comune all’epoca e che coinvolgeva spesso anche i piĂą piccoli.
  • I bambini furono protagonisti di una migrazione di massa verso l’Est Europa, riferimenti che si possono trovare anche nella prima versione della fiaba dei Grimm, che parla di come la caverna conducesse in realtĂ  alla Transilvania, in Romania.

Un’altra ipotesi, che è assai interessante è quella avanzata da Gernot Hüsam, uno storico locale.

I baroni Spiegelbergs, cattolici convinti, erano decisi a eliminare le resistenze alla conversione religiosa della zona e, assoldato un cacciatore dagli abiti sgargianti, fecero sacrificare 130 bambini della città di Hamelin sopra ad un “calvario” (come quello di Cristo, sacrificato per salvare gli uomini) vicino alla città. Il calvario potrebbe essere il monte Ith, distante soltanto 15 chilometri dalla città di Hameln, dove si trova il Teufelsküche, la “Cucina del Diavolo”, un luogo perfetto per effettuare sacrifici di questo tipo e tradizionalmente legato a riti pagani. La collina Oberberg sulla catena rocciosa ci viene descritta dalla tradizione orale della città come teatro di riti e feste “demoniache”, sovente a sfondo sessuale, che venivano accompagnate dal suono di un pifferaio che suonava durante le cerimonie invitando i giovani alla danza.

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